Pausa pranzo sana e sostenibile a lavoro

pausa pranzo a lavoro

L’accesso ad un’alimentazione corretta e sostenibile per tutti è un problema anche delle aziende

Qual è il ruolo delle aziende nel passaggio ad un’alimentazione più sostenibile e sana? Come possono le imprese italiane facilitare ed incentivare i propri dipendenti a fare una pausa pranzo corretta?

In questo articolo parleremo di questo e di come l’Agenda 2030, in particolare il secondo obiettivo (sconfiggere la fame), può aiutare a tracciare le linee guida per le PMI italiane e per le multinazionali con sedi nel nostro paese.

Le aziende hanno in questo periodo storico un importante dovere nei confronti dei propri dipendenti e nei confronti dell’ambiente. La promozione di best practices riguardanti il cibo, gli sprechi e la salute è oggi imprescindibile per le aziende che vogliono essere attivamente parte del cambiamento e contribuire al raggiungimento degli obiettivi proposti dall’Agenda 2030.

Vediamo nei prossimi paragrafi i benefici per le aziende che implementano soluzioni sane e sostenibili per la pausa pranzo dei lavoratori e quali sono alcune delle tattiche più efficaci anche in un’ottica di employer branding.

Indice

Goal 2 Agenda 2030: Sconfiggere la fame

L’Agenda 2030 è un documento redatto dall’ONU dove vengono stabiliti gli obiettivi comuni per arrivare ad una stabilità economica, sociale e ambientale. Tale atto si inserisce in quella lunga lista di proposte volte al miglioramento del benessere delle persone e del pianeta perché si propone di combattere la crisi climatica e la disparità sociale su più fronti.

In Italia, per la raggiunta del Goal 2, sono stati previsti alcuni scenari di riferimento che puntano principalmente sulla sicurezza alimentale, sull’agricoltura sostenibile, sulla salute della popolazione e sulla tutela della biodiversità. Pensando anche all’impatto negativo che la pandemia ha avuto su una già precaria situazione economica, dobbiamo ragionare anche sul peggioramento dell’accesso ad un’alimentazione sana da parte di un’ampia fascia della popolazione. Tale preoccupazione è confermata dall’aumento del tasso di persone obese e dal rallentamento di investimenti sull’agricoltura sostenibile.

Garantire l’accesso a del cibo sicuro, sostenibile e nutriente parte prima di tutto da una consapevolezza internazionale su cosa sia questo cibo e poi dall’implementazione di politiche internazionali volte ad ampliare l’accesso a questo cibo a tutti. Per velocizzare tale processo, le aziende giocano un ruolo importante. Con le loro decisioni e con una spinta eco-sostenibile è possibile infatti radicare nelle coscienze di molti e nelle routine di molti dei processi di alimentazione coerenti con gli obiettivi citati precedentemente.

Perché le aziende dovrebbero prestare attenzione alla pausa pranzo dei propri dipendenti

Perché i dipendenti sono la forza delle imprese e la loro migliore risorsa. Prendersi cura della propria forza lavoro significa aumentarne il benessere reale e percepito da ogni punto di vista. Ciò attraverso politiche variegate che vanno a soddisfare specifiche necessità rilevate tra i dipendenti.

All’interno di queste politiche, si possono ad esempio declinare in welfare aziendale, rientra anche la promozione di una cultura alimentare sana. Le operazioni che riescono ad indirizzare i dipendenti verso strategie di gestione del cibo e dell’alimentazione corrette migliorano la vita della forza lavoro che è resa intrinsecamente più produttiva e più soddisfatta.

Incentivare una pausa pranzo corretta quindi porta grandi benefici alle imprese. Molti studi rilevano che dei pasti poco nutrienti o poco bilanciati influiscono negativamente sulla concentrazione, sulle capacità cognitive e in generale sulla salute delle persone.

Gli strumenti aziendali per rendere accessibile un’alimentazione sana ai propri dipendenti

Presentiamo adesso tre politiche che possono essere implementate in azienda per migliorare la cultura alimentare e l’accesso a cibo salutare, sostenibile ed economico.

1) Educazione alimentare

Il primo tassello di una buona cultura del cibo è sicuramente l’informazione e la conoscenza. Spesso infatti la cittadinanza e soprattutto le fasce più deboli della popolazione (che sono anche quelle che più beneficerebbero da tali informazioni) non hanno conoscenze adeguate sull’alimentazione, sulla salubrità dei prodotti che mangiano e sulle conseguenze ambientali delle cose che vengono ingerite quotidianamente.

Per prima cosa quindi le aziende dovrebbero promuovere seminari e iniziative per il raggiungimento di un’alta consapevolezza di cosa sia una sana alimentazione. Ad esempio fornendo dati fattuali che potrebbero indirizzare le persone verso scelte più sostenibili e sane. In questa categoria ricadono tutte quelle indicazioni sull’apporto di macronutrienti giornalieri e su dove si trovano nei cibi che quotidianamente consumiamo.

2) Mensa aziendale

In caso l’azienda sia abbastanza grande da avere una mensa interna, la scelta dei cibi che vengono proposti è importantissima. Anche in questo caso l’informazione sugli ingredienti, sulla composizione nutrizionale e sulle calorie risulta essere fondamentale. Ci sono studi infatti che notano come delle etichette sui pasti pronti che li categorizzano come salutari, medi o pessimi faccia in modo che la maggior parte dei dipendenti scelga l’alternativa più sana.

Queste azioni che possiamo chiamare nudge sono tutte finalizzate a far fare ai propri dipendenti scelte più consapevoli e salutari.

3) Buoni pasto

Quando l’azienda invece non è abbastanza grande per una mensa interna ci sono altre soluzioni per promuovere uno stile di vita sano. Ad esempio erogare buoni pasto significa fornire ai dipendenti un servizio sostitutivo di mensa flessibile in totale rispetto di diete, intolleranze e allergie diverse. I buoni pasto riescono anche a tenere il passo a tutti i cambiamenti nel modo di lavoro (pensiamo allo smart working).

I buoni pasto sono quindi ottimi ma anche l’erogazione di tali voucher deve necessariamente andare di pari passo con un percorso informativo su cosa sia il cibo salutare e sostenibile.

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