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Novità ed evoluzioni della mobilità commerciale nei mesi post covid-19

Intervista a Giuseppe Guzzardi

Giuseppe Guzzardi è il direttore editoriale di svariate riviste del settore automotive della casa editrice “La Fiaccola”: “Vie&Trasporti”, che si occupa di economia dei trasporti e di logistica e distribuzione e anche delle filiere di vendita e assistenza del veicolo. “Flotte&Finanza” dedicato invece di noleggio a lungo termine, anche di automobili, con un focus su differenze tra proprietà e possesso dei veicoli. Della rivista “Pullman” che esplora il mondo del trasporto passeggeri è invece direttore editoriale. È inoltre direttore generale di OITA, Osservatorio Interdisciplinare Trasporto Alimenti, ente indipendente che ha finalità di normazione e certificazione del trasporto di qualità di alimenti e farmaci a livello nazionale ed internazionale.

 

Ci sono state novità nel mercato dei veicoli commerciali nel primo semestre 2020?

Il mercato dei veicoli commerciali in questo inizio d’anno registra una profonda flessione, perdendo un terzo della sua consistenza; ciò però non si è tradotto in una crescita importante dei volumi di vendita dei veicoli elettrici, addirittura diminuiti nel parco vendite, a vantaggio di quelli con motorizzazione ibrida che, invece, hanno avuto più fortuna. Si parla comunque di cifre molto relative se rapportate a quelle dei motori endotermici alimentati con sistema diesel, che dominano il mercato. Nonostante un avvio difficoltoso, tutte le Case produttrici di veicoli commerciali, sia leggeri che pesanti, hanno presentato e presenteranno delle novità, inserendo in gamma sempre più veicoli ibridi o elettrici. Se per i veicoli commerciali leggeri sono previsti numerosi lanci, per il settore dei veicoli commerciali pesanti le novità sono più rarefatte. Cionondimeno, circa tutti i produttori hanno proposto delle novità (tra i quali spicca Volvo Trucks che ha aggiornato tutta la gamma) che però sono passate un po’ in sordina per non enfatizzare la presentazione di un nuovo modello in un mercato a crescita zero”.

 

Metano e veicoli industriali pesanti: un’equazione che può esistere per le lunghe distanze?

“Per una diffusione generalizzata di stazioni di rifornimento di GNL (Gas Naturale Liquido) è una questione di tempo. Se pensiamo che, fino a dieci anni fa, questi distributori erano assenti in tutto il territorio italiano ed oggi gli stessi sono 40 o anche più, è la dimostrazione che alla fine è sempre il mercato a decidere. Se c’è una comodità, un vantaggio, una utilità o un abbattimento del TCO assisteremo a numeri sempre in crescita”. I distributori di GNL in progetto o prossimi all’apertura (verificati dall’osservatorio sul metano liquido della Federazione Nazionale Distributori e Trasportatori di Metano) sono infatti 42 e confermano l’attitudine pioneristica dell’Italia in Europa. “I vantaggi effettivamente ci sono, ma ci sarebbe da chiedere ai costruttori se vogliono sfruttare questa tecnologia (comunque transitoria) o se vorranno puntare direttamente sul motore elettrico, sulle biomasse, sulla motorizzazione ibrida e sull’idrogeno. Visti i numeri relativamente elevati, la scelta di questa alimentazione sembra essere stata vincente”.

 

Come potrà cambiare il panorama della mobilità nel periodo post-Covid?

“Per quanto attiene alla mobilità delle merci a livello urbano, esse non sono soggette a normative particolari se non quelle previste dai codici ATP per il trasporto degli alimenti refrigerati, non ci sarà un particolare impatto e nemmeno un’esigenza di intervenire a sostegno. Per la mobilità delle persone il discorso è più complesso” … “oggigiorno non esiste una vera soluzione radicale al problema. L’emergenza sanitaria ha messo in risalto le criticità che presenta il trasporto pubblico ma anche quelle dei nuovi sistemi di sharing di auto, moto, biciclette e monopattini elettrici. A dura prova è stato messo anche il trasporto collettivo su gomma (bus e pullman) che, a capienza ridotta e senza finanziamenti esterni, risulta totalmente antieconomico per i passeggeri e destinato o a soccombere o a vedere lievitati enormemente i suoi prezzi al pubblico”.

 

Soluzioni per l’ultimo miglio?

“Tante, in relazione alla distribuzione per fasce orarie che rimane la soluzione più semplice, ma anche se si pensa a una logistica sostenibile (sociale) e non legata al “capriccio” ovvero all’esigenza del cliente di disporre subito del bene ordinato online, anche se non di prima necessità. Un settore, quello della distribuzione urbana, ancora giovane e immaturo. Si tratta di verificare, città per città, qual è la scelta migliore”. Questo termine ha preso piede con l’evoluzione dell’e-commerce ed indica il trasferimento del bene dal centro logistico alla sua destinazione finale. Oggi ricopre un ruolo sempre più critico nella filiera di approvvigionamento e consegna delle merci dato che può incidere fino al 30% sul costo di trasporto totale.

 

Durante i mesi di lockdown abbiamo osservato un notevole aumento degli acquisti online. C’è una correlazione positiva tra quest’aumento e le immatricolazioni di veicoli commerciali leggeri?

“A mio avviso, no. Nel periodo di massime restrizioni di marzo e aprile le aziende ed i consorzi che operavano un servizio di trasporto non hanno avuto il tempo di fare un resizing della loro struttura in funzione dell’aumento della domanda”. Si può dire che si è lavorato molto di più (e spesso male) ma senza aumentare il numero di veicoli o forza lavoro, ma spremendo all’osso la “capacità produttiva” dei corrieri. “Non c’è stata una crescita dei veicoli commerciali, né comprati e né allestiti. Aggiungo che il mercato degli allestimenti, che spesso guida l’acquisto dei mezzi leggeri, è completamente fermo”.

 

È indubbio che i mesi passati siano state acque poco navigabili per la mobilità in generale. Un dato positivo arriva però da due società specializzate sul settore dei trasporti, “Webfleet Solutions” e “Geotab”. Con la loro nuova dashboard analitica avevano registrato in Europa durante la pandemia un’attività dei veicoli commerciali in calo del 36%, che oggi invece si attesta a oltre l’80%, orientata quindi verso i normali livelli di operatività.