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Decreto Rilancio: bonus e aiuti alle imprese

Il decreto Rilancio, approvato il 13 maggio dal Consiglio dei ministri, contiene numerose misure per aiutare imprese e liberi professionisti. Introduzione di bonus e aiuti a fondo perduto per le imprese, ma non solo. Si riportano qui le misure più utili per imprese e partite IVA.

Aiuti alle imprese e all’economia

Il decreto Rilancio prevede numerose misure di vasta portata con lo scopo di garantire liquidità alle imprese per ripartire, affrontando nel migliore dei modi l’emergenza. È stata dedicata molta attenzione alle PMI e a tutte le microimprese per favorire un percorso di investimenti, innovazione e crescita.

Contributi a fondo perduto

Il Decreto Rilancio prevede contributi a fondo perduto esentasse per le imprese. Tutti i soggetti titolari di reddito d’impresa, di lavoro autonomo, di reddito agrario, nonché i titolari di partita IVA e gli enti non commerciali nello svolgimento di attività commerciali sono ammessi al fondo. Prerequisiti per accedere al fondo perduto sono: la non cessazione dell’attività prima del 31 marzo 2020, ricavi non superiori ai 5 milioni di euro, la condizione che il fatturato aziendale sia sceso del 33% rispetto al fatturato dello stesso mese dell’anno precedente (aprile 2019) e, infine, che abbia iniziato l’attività a partire dal primo gennaio 2019. L’ammontare del contributo è suddiviso in tre differenti fasce ed è calcolato in base alla differenza di fatturato tra il mese di aprile 2020 ed il mese di aprile 2019:

  • 20% per aziende e soggetti con ricavi uguali o inferiori a 400.000€
  • 15% per aziende e soggetti con ricavi tra i 400.000€ e un milione di euro
  • 10% per aziende e soggetti con ricavi tra 1 milione e 5 milioni di euro.
  • È previsto un contributo minimo da parte dell’Agenzia delle Entrate pari a 1.000€ per persone fisiche e 2.000€ per soggetti diversi da persone fisiche

Rafforzamento patrimoniale

Importanti sono le misure del Governo per sostenere e rafforzare il patrimonio delle PMI. Infatti, tutte le imprese, che hanno subito perdite di fatturato del 33% almeno e con un fatturato tra i 5 ed i 50 milioni di euro, hanno accesso a significative interventi di defiscalizzazione entro il 31 dicembre 2020, volti a quelle società che mirano ad aumentare il capitale. Infatti, riceveranno una deduzione del 20% sull’imposta lorda dell’aumento del capitale a pagamento, fino ad un massimo di beneficio di €2 milioni. È stato riconosciuto un cospicuo credito d’imposta: il 50% delle perdite che superano il 10% del patrimonio aziendale con un massimo di €800.000 per impresa. Infine, per tutte le aziende con un fatturato superiore ai €10 milioni, che effettuano aumenti di capitale di oltre 250.000€, viene data la possibilità di emettere strumenti finanziari, tra 250.000 e 3 milioni di euro, acquistabili dal Fondo Patrimonio PMI, controllato da Invitalia, senza interessi e avrà una durata di sei anni. Per le imprese con fatturato oltre i 50 milioni di euro è stato istituito un patrimonio per la Cassa Depositi e Prestiti di 45 miliardi di euro. Importante è che le S.P.A. non appartengano al settore bancario, assicurativo e finanziario. L’ingente somma potrà intervenire nella realizzazione di opere di ristrutturazione per quelle aziende in crisi, ma con reali prospettive di crescita e rilancio. Gli interventi realizzabili verranno valutati secondo vari criteri tra cui: i livelli occupazionali, il mercato del lavoro, la sostenibilità ambientale, lo sviluppo tecnologico, le filiere produttive e strategiche e le infrastrutture critiche e strategiche.

Cancellazione Irap, affitti agevolati, riduzioni bollette, aiuti Start-up

Altre agevolazioni riguardano l’IRAP che, per tutte le imprese con un fatturato fino a 250 milioni di euro, è stata cancellata per il 2019 e per la prima rata del 2020 (a patto che tali aziende abbiano subito danni considerevoli dall’emergenza Covid-19).

Tutte le aziende con ricavi inferiori ai 5 milioni di euro riceveranno un credito d’imposta pari al 60% del valore del canone mensile di locazione, leasing o concessioni di immobile se a scopo non abitativo. Importante è che i locatari abbiano subito una perdita di fatturato del 50%, almeno, se paragonato agli stessi mesi dell’anno precedente e sarà parametrato sull’importo pagato nei mesi di marzo, aprile e maggio 2020.

È prevista anche una riduzione delle tasse sui costi delle bollette elettriche, per i mesi di maggio, giugno e luglio 2020.

Sono stati introdotti miglioramenti nella sovvenzione di aiuti alle start-up e alla loro crescita, oltre ad un aumento della promozione e degli investimenti della ricerca interna alle imprese.

Sovvenzioni e agevolazioni regionali e statali

Sono previsti aiuti ed agevolazioni da parte delle regioni, province autonome e camere di commercio per un importo di 800.000 euro per impresa. Le forme di elargizione possono arrivare per via diretta, agevolazioni fiscali, partecipazioni o prestiti. Questi stessi enti possono concedere, tramite banche o altri intermediari finanziari, garanzie alle imprese sia per i prestiti per il capitale d’esercizio che per i prestiti per gli investimenti. Sono, inoltre, previsti aiuti per la ricerca in tema di Covid-19, per la produzione di prodotti collegati al Covid-19 e aiuti per il pagamento dei salari dei dipendenti.

Inoltre, per impedire una contrattazione delle linee di credito commerciale per le imprese, lo Stato creerà uno strumento di riassicurazione. Lo Stato garantirà l’accesso ai crediti della BEI (Banca Europea per gli Investimenti) tramite il Fondo di Garanzia Pan europeo, in grado di garantire fino a 200 miliardi di aiuti alle imprese, mediante prestiti diretti o indiretti per supportare le PMI.

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