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Coronavirus: com’è cambiata la sicurezza nei luoghi di lavoro?

Come risaputo, la comparsa e diffusione del COVID-19 ha improvvisamente imposto a tutti noi la necessità di alzare gli standard di sicurezza nel vivere quotidiano, e così pure in tutti i contesti lavorativi.

Tuttavia, auspicabilmente superata la fase più acuta e violenta del COVID-19, si impone la necessità di ripartire al più presto, ma con le giuste precauzioni: è fondamentale non abbandonare l’adozione delle cautele e degli accorgimenti che abbiamo imparato a conoscere in questi mesi.

Abbiamo interrogato Frareg s.r.l., azienda con esperienza pluridecennale nei servizi sulla sicurezza sul lavoro, nella sorveglianza sanitaria e nella formazione professionale per avere delle risposte in merito agli strumenti necessari per una ripartenza in sicurezza.

Quali interventi sono diventati indispensabili per rispondere alle nuove esigenze ed alle nuove regole post COVID-19?

Il COVID-19 ci costringe ad uno sforzo senza precedenti nell’ambito delle attività di gestione della Sicurezza e della Salute sui luoghi di lavoro.

Esistono regole comuni da osservare per affrontare con accurata attenzione il rischio di contagio, ma al contempo noi addetti ai lavori dobbiamo tenere conto delle prerogative di ogni singola realtà aziendale che viene accompagnata in questa difficile fase.

Per fare fronte alle esigenze riscontrate abbiamo definito delle procedure orientate alla gestione della emergenza che, trasferite in un “Protocollo”, fanno da appendice al Documento di Valutazione dei Rischi, destinato a superare le verifiche degli Enti di Controllo.

Il nostro Protocollo non si limita a trasporre le regole già in uso: le perfeziona.

La consulenza offerta che è alla base della stesura del nostro Protocollo prende in esame la singola realtà aziendale sotto 13 diversi punti di vista (accesso dei fornitori, pulizia e sanificazione, gestione spazi comuni, spostamenti/riunioni/eventi, creazione del comitato …), analizzandone i profili sensibili, valutandone e risolvendone le mancanze, e migliorandone le pratiche, tutte debitamente codificate.

Tuttavia converrete che, quando si parla di misure di sicurezza, la concreta disponibilità di efficaci strumenti di prevenzione e protezione, ad esempio i DPI, è fondamentale. Oppure no?

Certamente, sono assolutamente fondamentali. La concreta disponibilità di DPI, mascherine, guanti, gel sanificanti, termometri è complementare alla definizione di ogni buona regola procedurale. Quando si parla di “concreta disponibilità” siamo ben consapevoli che la reperibilità di molti prodotti è risultata talvolta difficile, se non impervia, mettendo a rischio la stessa messa in pratica delle regole d’uso.

Ai nostri clienti abbiamo quindi suggerito di cercare ed acquistare sul Sito BottegadellaSicurezza.it, che ha dimostrato affidabilità per disponibilità ed accessibilità dei prodotti essenziali più richiesti.

Sempre a proposito di prevenzione e protezione, si discute molto in queste settimane di test sierologici e tamponi. Quali indicazioni date in proposito?

L’intervento volto alla tutela delle persone presenti in azienda deve essere organico il più possibile, e coinvolgere tutti gli interessati; la definizione di procedure non basta, occorre un forte patto aziendale tra datore, dipendenti e medico competente per riconquistare tutti insieme fiducia e ripartire.

In Frareg abbiamo preso fin da subito seriamente i rischi connessi alla emergenza, creando una struttura organizzativa d’intervento che poggiasse le basi sul già esistente servizio di sorveglianza sanitaria, e che prevedesse la facoltà di effettuare i test tampone ed i test sierologici. Se il primo offre un risultato diagnostico di infezione in corso, o meno, il secondo può identificare i soggetti potenzialmente immuni, accertando la presenza/assenza di anticorpi.

Raccomandiamo entrambi i test come strumenti di eccezionale importanza per verificare il proprio stato di salute ed il rischio di esposizione al virus per chi è a noi vicino a casa e a lavoro.

Occorre poi evidenziare in azienda l’importanza dello studio della condizione sanitaria dei cosiddetti “casi fragili” o “lavoratori fragili”, ovvero di quelle categorie di persone che per la loro storia clinica possono essere considerate più a rischio nell’ottica di un contagio: nostra immediata preoccupazione è stata quella concordare con i nostri clienti una verifica delle cartelle sanitarie da parte dei nostri collaboratori medici competenti incaricati, al fine di appurare ogni eventuale rischio connesso.

Il COVID-19 ha certamente cambiato anche l’approccio nel modo di fare e ricevere formazione. Ci raccontavate che Frareg da anni ha incentivato molto la formazione e-learning. È questa l’unica soluzione appropriata nell’attuale panorama del servizio?

Non è l’unica soluzione appropriata, ma è la più conosciuta, che in questa fase ci sentiamo di promuovere. Conosciamo da anni i vantaggi della formazione e-learning, avendo investito molto per sviluppare un servizio online rispondente alle richieste degli utenti. Dobbiamo anche considerare la videoconferenza, importante per ricreare delle condizioni di partecipazione e interazione: non dobbiamo dimenticare l’importanza dei risvolti umani e sociali nel condividere il “fare formazione ed essere formati”.

Con tutti gli accorgimenti del caso, solo in alcune Regioni, e con differenze di permessi tra Regione e Regione, è nuovamente possibile fare formazione in aula o in azienda. Serietà, distanziamento e giusti accorgimenti possono ancora consentirci l’opportunità di una formazione tradizionale.